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Le Kuazze
   
Salve, sono il Pedro, mi accingo, in questo spazio virtuale gentilmente offerto dall'amico Pippo, a raccontarvi la storia del GRUPPO MOTOCICLISTICO LE KUAZZE, che inizia, come idea, verso la fine degli anni ottanta e termina ? ufficiosamente verso la metà dei novanta, o forse no, o forse continuerà ad oltranza fino a che qualcuno se ne ricorderà.

A titolo di mera informazione per l'occasionale lettore, le KUAZZE è il nome che dalle nostre parti si dà a quei simpatici coleotteri che si aggirano, ad anni alterni, nel mese di maggio tra le tenere foglie degli alberi appena spuntate, preferibilmente noci, e voracemente ne fanno strage e che comunemente vengono chiamati "maggiolini".

In questo primo capitolo vorrei raccontare come si formò quello che io in seguito ho sempre ritenuto "lo zoccolo duro" del gruppo, il quale era composto, in ordine di apparizione, dal Quiki (per ragioni che tuttora ignoro lui vuole che si scriva così, in ogni caso si pronuncia kuki), il Cip, il Berry, il Toni ed infine io, il Pedro.

LA FONDAZIONE

Correva l'anno 1990 ed io ero un giovine (si fa per dire, i miei natali risalgono all'oramai lontano 1960) appassionato motociclista, infatti sin da quando avevo 13 / 14 anni le moto esercitavano su di me una attrazione a livello ipnotico, cosa che tuttora, nonostante tutto, continua.

Comunque io in quegli anni giravo quasi esclusivamente da solo, ed ero il felice possessore di una Honda 650 cx di seconda mano, moto di grande soddisfazione, era praticamente la copia giapponese delle nostrane Guzzi senza i loro "affascinanti" difetti, nel senso che o bene o male mi riportava sempre a casa, ma questa è un'altra storia.

Da molti lustri prima di ciò già conoscevo il Cip, il quale aveva girato fino a quel momento in vespa, ma che ad un certo punto dopo lunghe e ponderate riflessioni aveva deciso per il grande balzo ed era diventato il felice possessore di una Suzuki 750 Intruder una bella custom di notevole fascino, un bel dì mi propone di entrare a far parte di un gruppo motociclistico denominato "le kuazze" fondato di fresco da lui e da un altro suo amico il Quiki a cui da poco tempo si erano uniti altri due tipi di Sondrio, il Toni ed il Berry, i quali si erano subito entusiasmati all'idea.

A questo punto però devo fare un piccolo "zompo" in dietro nel tempo, prima di ciò io ed il Cip eravamo usi, assieme a vari amici fantasiosamente motorizzati, a partecipare, da alcuni anni, al raduno dello Stelvio cosa che si faceva carichi di notevole entusiasmo e altrettanto notevoli scorte alcoliche ed alimentari, infatti l'evento ci portava ad organizzare la cosa come se stessimo per partire per un raid in terre sconosciute e minacciose dove non v'era la possibilità di reperire alcunché di commestibile ed il pericolo della sete minacciasse ad ogni momento di sopraffare le nostre giovani vite, (forse per quel che riguarda la sete, la cosa poteva avere un fondo di verità).

In ogni caso il fatto di partire e di stare fuori casa un paio di giorni in assoluta e completa anarchia e per di più in mezzo ad un ambiente a noi così congeniale ci metteva addosso un entusiasmo strepitoso, ed appunto in uno di questi convegni ebbi l'occasione di conoscere un po’ meglio il Quiki, che fino a quel momento conoscevo solo di vista, aveva appena acquistato una Honda anche lui, soltanto che si trattava di una Gold Wing di un discutibile colore azzurrino ma per contro di un indiscutibile fascino estetico, in breve le sue principali caratteristiche erano: cilindrata 1300 c.c. motore a 6 cilindri boxer impianto stereo ed una capienza di carico paragonabile ad una piccola station wagon, capienza che lui sapientemente sfruttava al massimo riempiendo ogni minimo anfratto dei suoi tre bauli di robine veramente buone, vedi insaccati di varia natura e conformazione, prodotti caseari variamente stagionati e soprattutto un prodotto enologico di qualità superiore derivante dalla coltivazione della sua vigna a cui lui tra un viaggio e l'altro contribuiva assieme al principale artefice di cotanto nettare e cioè suo padre, chiamato da tutti noi, ieri come oggi Sciùr Fausto.

Indubbiamente, lui, il Quiki era quello, e lo è tuttora, con il maggior numero di Km percorsi su due e quattro ruote di noi tutti, infatti dopo un breve inizio con un vespino taroccato di colore giallo, era passato ad una più sostanziosa Aprilia 125 da strada, con cui, pervaso da un ardente bisogno di vedere e conoscere nuovi posti e genti, aveva percorso già a quel periodo le strade di mezza Europa, parlando con chiunque incontrava, nel dialetto delle sue zone natie, infatti al tempo, le uniche parole in inglese da lui conosciute erano: "open the window" e con un vocabolario internazionale di così modeste proporzioni ti devi per forza arrangiare.

Nonostante queste trascurabili limitazioni era, ed è tuttora, quello con lo "spirito" più vivo ed ardente di tutti noi e questa sua caratteristica lo fa essere immediatamente simpatico a chiunque incontri, personalmente lo ritengo una delle persone più sincere e leali che io abbia conosciuto finora.

In ogni caso, in breve tempo, si è subito instaurato tra me e lui un forte e sincero spirito di autentica Amicizia, che tuttora continua e che, ne sono sicuro, continuerà sempre, anche se, ieri come oggi, non siamo mai in nessun modo d'accordo su niente, infatti per ogni questione di qualche importanza eravamo e siamo su due fronti opposti.

Premesso ciò, la proposta fattami dal Cip mi interessò subito molto e senza por tempo in mezzo accettai.

Continua nella prossima puntata...

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ROVISTANDO
Sono saltate fuori addirittura le locandine del I° e II° motomukkio datate 92 e 93. Roba da antiquari.
 
I° Motomukkio 1992 Dazio (SO)
 
II* Motomukkio 1993 Dosso del grillo
 
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